Libera incontra i ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Superiore Isabella Morra di Matera

A scuola di Legalità: Sapere per Saper Essere. Cento passi verso il 21 Marzo.

??????????Pubblichiamo in questa sezione in commenti dei ragazzi dell’Istituto d’istruzione superiore che lo scorso 18 febbraio hanno incontrato alcuni rappresentanti di Libera Basilicata all’interno della Biblioteca dell’Istituto. All’incontro erano presenti: Chicca D’Alessandro, referente del presidio del Metapontino, Rosario Gigliotti, componente del comitato esecutivo di Libera Basilicata, e Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli.

La parola ai più giovani
1. Gli interventi dei referenti di Libera
Il giorno 18 febbraio 2103, la mia classe e le altre che parteciperanno alla manifestazione a Firenze il 16 marzo 2013 abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Associazione Libera. Il tema centrale è stato l’atteggiamento del crimine organizzato nei confronti delle vittime e delle loro famiglie, ma anche i modi per combattere le mafie.
Il prof. Rosario ha fatto un ottimo discorso su come si sviluppano facilmente gli atteggiamenti mafiosi, per la diffusa corruzione; al contrario, in un contesto di maggiore collaborazione reciproca non potrebbero diffondersi se tutti contrastassero certi comportamenti e non accettassero soldi in cambio di piccoli favori . (F.G.)

L’incontro con Libera non è stato un incontro comune, piuttosto è stato un insegnamento per la vita. Il prof. Rosario ci ha raccontato la storia della Maestra di Potenza scomparsa, di cui nessuno parla. La sua famiglia, invitata a partecipare alla manifestazione di Libera del 21 marzo a Potenza, era restia a partecipare. Il giorno della manifestazione, però, si unì ai partecipanti e furono accolti da un attivista di Libera con queste parole “ Benvenuti in famiglia …”
Così il prof. ha voluto farci capire che i familiari delle vittime di mafia non devono chiudersi in se stessi, ma senza paura devono lottare per avere giustizia. (B. M.)

Rosario ha insistito sul fatto che i familiari della maestra di Potenza i sentirono accettati già con gli sguardi e poche parole. Mi ha toccato molto questa precisazione perché il più delle volte non servono tante parole, basta guardarsi negli occhi per percepire tante cose che nemmeno tutte le parole del mondo riuscirebbero ad esprimere. (M. T.)
Il dottor Rosario ha raccontato una piccola storia che mi ha toccato molto e che risale al 21 marzo 2011 quando lui era appena entrato a far parte dell’associazione.
Dopo ha parlato Olimpia, io già conoscevo la sua storia, ma sentir parlare una donna anche di una certa età che cerca ancor’oggi di scoprire quello che è successo a suo figlio è stata un’esperienza straordinaria ; il suo obiettivo è smuovere le coscienze di tutti quelli che sanno.
La dottoressa Chicca ha descritto la situazione disastrosa che c’è nella zona di Policoro: è tutto sotto l’influenza di un boss. Libera ha ottenuto una spiaggia confiscata alla criminalità perciò è vittima di intimidazioni (L. T.)
Chicca ci ha raccontato che nei terreni confiscati alla mafia lavorano giovani e adulti disoccupati, familiari delle vittime di mafia , pentiti. La mafia non si arrende e spesso appicca il fuoco per ripicca e vendetta, ma la cosa bella è che gli attivisti di Libera ricominciano da capo. Quel ricominciare da capo sta a significare che non si ha paura di loro. Chicca ha aggiunto che sono stati confiscati dei beni anche in Basilicata, terra di collegamento delle mafie di Campania, Puglia, Calabria ( D.C.)

I tre rappresentanti di Libera mi sono sembrati molto forti: devo prendere esempio da loro perché sono debole e se mi accade qualcosa, la prima cosa che faccio è quella di non parlare con nessuno, cercando di risolvere tutto da sola. (M. F.)
Secondo me, questa associazione è come una mano che ci porta verso la luce, verso la verità. (L. D.)
I tre attivisti dell’associazione Libera ci hanno parlato della forza di molte persone, la forza di sapere per far venire alla luce la verità. Ho provato anche terrore e incredulità nel sapere come agiscono i mafiosi pur di infangare le prove che conducono a loro. (M. D.)

2. Olimpia ha parlato ai cuori, alle menti, alle anime

Non è un signora comune, ma è la Forza fatta a persona. Niente la ostacola e le impedisce di andare avanti, noi ragazzi dobbiamo prenderla a esempio. (D. C.)
Spero di rivedere Olimpia perché mi ha trasmesso forza interiore, entusiasmo, ma soprattutto mi ha fatto piacere che nonostante il lutto subito non si è buttata giù. (B.M.)
Olimpia ci ha fatto capire che non si deve vivere nella paura, ma bisogna avere il coraggio di parlare, di affrontare i pericoli per difendere i propri diritti perché nessuno è così importante da poterci comandare e opprimere la nostra libertà. (S.D.)
La Sig.ra Orioli è una donna sprint, non ha paura, lotta con tutte le forze che ha per scoprire la verità, grida, denuncia, non si abbatte, non resta in silenzio, ma lotta per avere giustizia. Questo mi ha colpito e mentre parlava avevo un nodo allo stomaco e la pelle d’oca.
Mi ha colpito di lei anche il fatto che quando ha iniziato a parlare si è alzata in piedi per guardarci negli occhi, per far in modo che le parole entrassero nei nostri cuori. (M.T.)
Provo ammirazione per Olimpia perché non è caduta nel buio, ma continua a cercare la luce. Mentre lei parlava ho provato persino un po’ di coraggio perché mi ha insegnato a non aver paura delle intimidazioni, a non tirarmi indietro davanti ai problemi, a non stare in silenzio, a non vivere nel buio ma nella luce.
Mi ha fatto commuovere quando ha setto che sente vicino suo figlio che le dice : “ Mamma mi fido di te, non ti arrendere mai” (L.D.)
Quando la sig.ra Olimpia parlava gridava e diceva che non aveva paura: mi trasmetteva coraggio, i brividi mi trapassavano la schiena vedendo quella anziana signora piena di speranza, tenacia. Mi faceva molta impressione una persona con così tanta voglia di farsi sentire e farsi conoscere, ma, in fondo, si sa l’amore di un figlio supera ogni altra cosa al mondo. Da adulto spero di avere almeno un briciolo del suo coraggio, della forza interiore della sua testa , del suo animo, del cuore. (D.N.)

3. In attesa della manifestazione a Firenze

Il 16 marzo andremo a Firenze per partecipare alla manifestazione contro la mafia, organizzata dall’associazione Libera. Lo slogan è Semi di giustizia e fiori di corresponsabilità ed indica che se si seminano i semi dei valori quali la giustizia, l’amore, la solidarietà, si raccolgono germogli e fiori di corresponsabilità, consapevolezza e coscienza civile. Il mio stato d’animo attuale in vista di questa nuova esperienza è inquieto, nel senso che non so cosa aspettarmi, cosa succederà. Sarà una bella esperienza vedere il corteo che sfila per ricordare e omaggiare le vittime delle mafie.(M. D. )
La manifestazione sarà un avvenimento indimenticabile, mi sarebbe piaciuto partecipare: con l’anima sarò a Firenze (D.C.)
Il giorno 16 marzo 2013 ci sarà la manifestazione di Libera a Firenze con lo slogan “ Semi di giustizia, fiori di corresponsabilità”: i giovani saranno l’epicentro della giornata.
Io, purtroppo, non ci sarò per vari motivi, però, seguirò la manifestazione con il cuore perché l’importante non è esserci ma è crederci e io ci credo !! Sono sicuro che chi sarà presente proverà nuove emozioni, forse anche un po’ di angoscia per le vittime della mafia. Comunque, la giornata dedicata a loro sarà gratificante per tutti (D. N.)
Non vedo l’ora di partecipare alla manifestazione del 16 marzo perché già è stata una bella esperienza qui a Matera, figuriamoci lì a Firenze. (L.T)

4. Riflessioni e pensieri … in libertà

La mafia è come il vento, non si vede e non ha un volto, non la vedi, ma sai che c’è. Lo lessi una volta su un giornale. Si può combattere la mafia solo se denunciamo subito ciò che avviene di illegale, senza paura. Bisognerebbe dare un modello di vita a noi ragazzi che non sia il boss, ma qualcuno come i giudici Falcone e Borsellino o persone come Peppino Impastato.
Olimpia ha usato una metafora efficace : un solo pezzetto di legno si può spezzare facilmente, ma se uniamo tanto bastoncini con una corda o un elastico non ci riusciremo mai (F.D.)
Al termine dell’incontro con i rappresentanti dell’associazione Libera, lunedì 18 febbraio 2013, mi sono sentito un debole !! Prima di conoscere di persona Olimpia la reputavo folle, però ascoltando la sua storia molto forte e toccante ho capito che lo Stato, cioè noi, non dobbiamo permettere alle associazioni mafiose di violare la nostra libertà di cittadini. (B.M.)
L’incontro con Libera mi ha soddisfatto : è stato interessante e formativo, perché ascoltare emozioni e consigli di chi ha vissuto il Dolore in prima persona può essere solo istruttivo. (S.D.)
Gli esponenti di Libera mi hanno dato l’impressione di unità, di forza, di voglia di lottare, soprattutto la sig.ra Olimpia che da anni lotta per scoprire la Verità.
Mentre parlava, la mia mente vagava, pensavo a chi è stato trucidato dalla mafia, ai miei concittadini di Montescaglioso, ai mafiosi, gente senza un minimo di compassione.
Ho conosciuto ragazzi di 14 anni affiliati alla Sacra Corono Unita che ora non hanno più una vita, o meglio vivono agli arresti domiciliari, soli come cani. Ho conosciuto gente minacciata dalla mafia, poi sparata e ferita solo perché non poteva pagare il pizzo. Perché rovinare la vita altrui e rovinare la propria ? (I. G. )
Quando parliamo di Mafia, non dobbiamo pensare solo alle grandi associazioni di criminalità organizzata, ma bisogna guardare anche più vicino, nella vita di tutti i giorni : amministrazioni pubbliche, piccole fabbriche, imprese e così via. Anche il semplice fatto di non denunciare ingiustizie, ricatti, furti, violenze è mafioso. A volte preferiamo far finta di non vedere piuttosto che puntare il dito contro i colpevoli e denunciare. Siamo noi che permettiamo alla mafia di esistere. Dobbiamo imparare a camminare a testa alta e guardare dritto negli occhi il nemico e gridargli che non abbiamo paura di lui. (D.C.)
Nella mia mente si sono stampate le parole della sig.ra Olimpia, si sentiva che provenivano dal cuore, dall’anima e dalla mente. Questi tre punti di forza servono a superare gli ostacoli e a combattere la paura, l’ingiustizia e la falsità del nostro mondo. (N.D)

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