Basilicata, Riparte il Futuro

Alle 20:00 di mercoledì 20 Febbraio, sono scaduti i termini di adesione alla campagna, promossa da Libera e dal Gruppo Abele, Riparte il Futuro, da parte dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Una campagna per chiedere che la trasparenza di chi si candida a rappresentarci in parlamento diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.
Per questo abbiamo domandato a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature.
I candidati trasparenti riceveranno un braccialetto bianco con impressa la scritta “cento giorni”, in riferimento alla priorità dell’impegno contro la corruzione e al tempo utile alla modifica della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso. Ma il braccialetto non è irrevocabile e, qualora il candidato non rispetti il legame di fiducia su cui si costruisce Riparte il Futuro, è possibile procedere alla sua revoca e all’esclusione del candidato dall’elenco degli aderenti.
Ad oggi, hanno sottoscritto più di 130 mila cittadini, in tutta Italia, ed hanno risposto all’appello 838 candidati di tutte le forze politiche, oltre ai 238 in via di adesione.
Rileviamo con amarezza che sono solo 6 i candidati lucani che hanno aderito all’appello Riparte il Futuro: Murante Maria, candidata per SEL – Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera; Navazio Alfonso Ernesto, candidato per Scelta Civica – Con Monti per l’Italia alla Camera; Roseti Cesare candidato per SEL – Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera; Barozzino Giovanni, candidato per SEL – Sinistra Ecologia e Libertà al Senato; Placido Antonio, candidato per SEL – Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera, Magnella Nicola, candidato per Rivoluzione Civile alla Camera.
Evidentemente, la stragrande maggioranza dei candidati di questa regione non ha ritenuto importante lanciare un segnale di trasparenza e di impegno contro la corruzione, o forse non ha ritenuto opportuno o conveniente mettersi in gioco, mostrandosi per quello che si è e che si è fatto.
Eppure sarebbe stato importante anche per i cittadini lucani ricominciare a stabilire un rapporto di fiducia e credibilità con chi si appresta a salire sugli scranni parlamentari, incominciare a colmare la voragine che separa la vita vera delle persone dal mondo della politica e dalle istituzioni: solo alle persone più credibili e più trasparenti andrebbe affidato il compito di governare il Paese.
Vogliamo ricordare quello che Paolo Borsellino affermava in relazione ai rapporti tra mafia e politica, parole stampate anche su alcuni manifesti affissi nella città di Potenza per sollecitare tutta la nostra comunità a riflettere, prima di apporre quella famosa croce sulla scheda elettorale: C’è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No. La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le Istituzioni hanno il dovere di estromettere uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali.

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