Facciamo un passo indietro: Cossidente, i basilischi e i politici

Correva l’anno 2010, Antonio Cossidente, boss pentito dei basilischi, rende le sue prime dichiarazioni in aula sui presunti rapporti tra mafia e politica a Potenza

“Nel 2002, appena uscito dal carcere, per decorrenza termini, conobbi: Agatino Mancusi, Raffaele Marino, Jeni D’Onofrio, e anche Luigi Scaglione. Facevano parte dell’Asc Potenza”. Queste sarebbero le presunte amicizie politiche di Tonino Cossidente. Il boss, ascoltato martedì in aula nell’ambito del processo sugli affari del Potenza calcio, in cui risulta imputato, ha parlato degli affari che il suo sodalizio criminale avrebbe fatto con la politica. E ha dichiarato di aver conosciuto in primis il consigliere regionale dei Popolari Uniti, Luigi Scaglione. “Io all’epoca ero entrato nella servizio di sicurezza dello stadio Viviani tramite Renato Martorano, e allora ho conosciuto Scaglione perché faceva parte del consiglio d’amministrazione della società”. Da allora, stando a quanto ha raccontato Cossidente al gup del Tribunale di Potenza, Rosa Larocca, i due sarebbero rimasti in contatto e si sarebbero scambiati favori di vario genere. “Io ebbi contatti con Scaglione perché lui era inviso alla tifoseria del Potenza e cercava un po’di tranquillità”. Ma Cossidente allora era sottoposto ad una misura di sorveglianza molto rigida. Era in corso il processo al clan dei basilischi e il boss era uno degli imputati eccellenti. “Io dovevo dimostrare che facevo qualcosa di lavoro” dice il dichiarante della Procura. E continua:”Scaglione si adoperò per farmi avere la gestione dell’impianto del Parco Tre Fontane”. Il tramite fu Orazio Colangelo. “Lui mi conosceva bene, sapeva che non mi sarei messo a gestire l’impianto. Era per avere una facciata pulita”. Quel lavoro era solo una copertura, insomma. “Scaglione ha risolto i problemi con i tifosi grazie al mio luogotenente Campanella, lui andava lì e diceva che dovevano lasciar stare Gigi perché era amico nostro” ha aggiunto Cossidente. Dunque tra il consigliere regionale e il boss ci sarebbero stati ottimi rapporti e scambi di favori che sarebbero continuati anche in seguito. E l’ex presidente del Potenza Calcio, Giuseppe Postiglione, avrebbe chiesto proprio a Cossidente di presentargli Scaglione quando voleva costruire il nuovo stadio. “Postiglione mi chiese se potevo parlare con Gigi e fare da tramite, perché sapeva che lo conoscevo” dice il boss dei basilischi. “Avrei dovuto costruire il nuovo stadio con i fondi europei grazie al consigliere Scaglione e ad altri politici a lui vicini”. Il progetto avrebbe rimpinguato le casse del clan. “Per la mia organizzazione era una fonte di guadagno economico” ammette Cossidente. Ma i sui contatti con la politica, e con Scaglione, non finiscono qui. “Alle elezioni regionali del 2005 abbiamo fatto avere voti a Scaglione e ad altri”. Tonino Cossidente fa il nome di Roberto Galante, all’epoca in quota Udeur. In cambio Scaglione diede lavoro al clan, dice il boss. “Tramite un altro politico ha fatto avere lavoro al Don Uva, come giardiniere, ad un pregiudicato a me vicino”.
Vittoria Smaldone
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
25-11-2010
In foto: il vicepresidente dimissionario della giunta regionale, Agatino Mancusi

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