SCANZANO JONICO – Un popolo contro l’omertà

Libera a Scanzano dopo gli attentati. Appello a sostegno degli inquirenti. Il sindaco Iacobellis: “Non è necessario denunciare per iscritto basta far girare la voce”

SCANZANO JONICO – Grande interesse e partecipazione ha riscontrato la manifestazione “Io non ho paura”, organizzata da Libera Basilicata a Scanzano per alzare la voce contro gli eventi criminosi accaduti da quattro anni a questa parte nel Metapontino e ripetutisi purtroppo anche negli ultimi tempi. I locali del circolo cattolico non ce l’hanno fatta a contenere le tante persone accorse per ascoltare il “messaggio di coraggio”. Padrone di casa don Antonio Polidoro, il parroco della Chiesa Maria Santissima Annunziata che ha “Da quattro anni il nostro territorio é messo a dura prova. Il bene vince sempre sul male” accompagnato dal parroco di Terzo Cavone don Mark Antony Stanislaus. Presenti anche i parroci di Policoro, don Antonio Mauri e don Nicola Modarelli.
Presente come sempre il sindaco Salvatore Iacobellis che intervenendo ha detto “Io guardo quello che succede a Scanzano, ma se la vado a riferire agli inquirenti può costituire un tassello utile per le indagini. In questo comune c’é ancora un omicidio irrisolto (l’auto trasportatore De Mare ucciso nel 1993, ndr). Non é necessario – ha aggiunto – che si metta per iscritto una denuncia, basta far girare la voce nelle orecchie. Invito di stasera é fare il “Chi la visto?” di Scanzano. Serve una coscienza e spero che la nostra comunità ci possa riuscire. Una denuncia e una segnalazione é di fondamentale importanza”. Poi é stata la volta di don Marcello Cozzi, attivista di Libera nazionale. “Qui c’é gente – ha esordito – che é uscita con la schiena dritta dai fatti criminali degli anni ’80 e’90. Qui c’é gente che ha saputo far fare marcia indietro al governo che voleva ubicare nel 2003 il Sito unico nazionale delle scorie radioattive. Figuriamoci se questa gente ha paura di quei quattro mascalzoni. Figuriamo i se possiamo aver paura di mani anonime, vigliacche, chiunque esso sia non ci fa paura. Glielo diciamo chiaramente: voi non ci fate paura. Questo – ha continuato – é solo il culmine di una violenza che dura da almeno quattro anni. Siamo preoccupati perché ancora oggi non conosciamo gli autori. Solo quando riusciremo a chiamare per nome queste persone capiremo se abbiamo a eh fare con balordi o con mafiosi di ritorno dalle galere o magari di importazione. É una terra che sconta un’atavica mancanza di risposte: fidanzatini di Policoro, De Mare, Nicola Macculi e Mario Milione. I nostri amici delle forze dell’ordine sono sotto organico, per cui – ha concluso – se ognuno di noi ci mette la faccia, si sporca le mani e apre la bocca, si può uscire da questa situazione”. Importanti sono state le testimonianze di Tiberio Bentivoglio, imprenditore che è stato sparato dalla N’drangheta, il quale ha voluto essere solidale con il popolo Metapontino insieme a Francesco Spanó, attivista di Libera e di “Reggio libera Reggio” avvocato che ha animato un’iniziativa contro il racket dei commercianti reggini.
“Avevo una piccola azienda di famiglia – ha raccontato nel silenzio dei presenti Bentivoglio – un negozio di articoli per l’infanzia. Le cose andavano più che bene, talmente bene che ho dovuto allargare l’attività. Era il negozio più bello della città, poi si sono presentati a chiedermi il pizzo. Abbiamo sofferto tanto. Abbiamo pianto. Abbiamo passato nottate in bianco. La decisione é stata di non accettare i loro compromessi. Non volevamo dar loro i nostri sacrifici, il nostro sudore. Ho subito degli incendi. La distruzione del capannone. Invii di proiettili. Minacce telefoniche. Lettere strane”. E giù gli applausi. Una lezione di coraggio in piena regola, proprio da chi non ha avuto paura. All’incontro erano presenti gli uomini del commissariato di Scanzano, accompagnati dal dirigente Roberto Cirelli, e i carabinieri della Compagnia dei carabinieri di Policoro, accompagnati dal Capitano Michelangelo Lobuono.
PIERANTONIO LUTRELLI
FONTE: Il Quotidiano della Basilicata, 20-10-2012
Foto, fonte: Jonica notizie

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