Giallo Passarelli: “Il nostro Giuseppe fu ucciso chiediamo sia fatta giustizia”

La famiglia del Carabiniere Passarelli chiede che si riapra il caso
Nel ‘97 la sua morte, a 20 anni, fu archiviata come suicidio

«Hanno cercato in tutti i modi di farci credere che è stato un suicidio, ma per noi quel colpo alla testa glielo ha sparato qualcuno. Ora diteci chi è stato». Antonio Passarelli è il papà di Giuseppe, il carabiniere ausiliario di Policoro
morto nel 1997 in misteriose circostanze nell’archivio del comando stazione carabinieri di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. Antonio, dopo 15 anni e tre inchieste giudiziarie finite nel nulla, ha deciso di andare in Procura a Salerno – competente territorialmente sui magistrati calabresi – per chiedere di riaprire le indagini sulla morte di suo figlio e di accertare se chi ha indagato finora lo ha fatto fino in fondo. Sarebbe la quarta inchiesta. Le altre tre risalgono al 1998, al 2001 e al 2010. La Procura di Castrovillari è giunta sempre alla stessa conclusione: Giuseppe si è suicidato con un colpo di pistola. «Ma ci sono decine di elementi che dimostrano il contrario», sostiene il papà in un documento giudiziario depositato l’a l t ro
giorno in Procura a Salerno. La sera del 22 marzo del 1997 Giuseppe chiama la mamma e l’avvisa che il giorno successivo sarebbe arrivato a Policoro per l’ora di pranzo. La mattina del 23 marzo termina il turno di servizio alle 6. Ma non parte per Policoro. Alle 9 chiama a casa e dice alla madre che è stato trattenuto dai suoi superiori in caserma. E aggiunge: «Mamma non posso parlare, ti spiego quando torno». Ma non è più tornato. Spiega il
padre: «Giuseppe è rimasto in caserma, senza far nulla, dalle 6 di quella domenica fino alle 14 del lunedì successivo, ora in cui ha ripreso servizio». Perché gli viene revocato il permesso per tornare a casa se poi resta senza incarico per 32 ore? «A questo punto – sostiene il padre nella sua richiesta di riapertura delle indagini – è lecito pensare che mio figlio possa essere stato trattenuto in caserma perché era stato già pianificato il suo omicidio». Qualcuno voleva evitare che Giuseppe parlasse con i
suoi familiari? Qualcuno che era a conoscenza delle preoccupazioni che negli ultimi tempi impensierivano il carabiniere
ausiliario. «È possibile – sostiene Antonio Passarelli – che mio figlio alcuni giorni prima della sua morte possa aver scoperto qualcosa di sporco o di illegale che accadeva in caserma». È per questo che gli è stata tappata la bocca? Antonio se lo chiede
da 15 anni. Soprattutto da quando ha appreso che sulla pistola trovata accanto al corpo di Giuseppe non c’erano
impronte digitali. Ripulite? Non c’erano neanche le sue di impronte. Le dichiarazioni imprecise dei colleghi di Giuseppe hanno reso il giallo ancora più ingarbugliato. La Procura di Salerno dovrà cercare di sbrogliarlo.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 17-10-2012

Una risposta a “Giallo Passarelli: “Il nostro Giuseppe fu ucciso chiediamo sia fatta giustizia”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...